Sconto Canone Rai: Senza Segnale o con Ricezione Debole

Vivi in una zona in cui il segnale rai arriva molto debole o addirittura è totalmente assente la ricezione dei canali della tv pubblica? Potresti ricevere uno sconto sulla tassa televisiva, grazie ad una interrogazione parlamentare sottoposta da ben 6 deputati e rivolta ai ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Economia e delle Finanze.

Sconto sul Canone Rai

I suddetti parlamentari, hanno chiesto che venga ridotta la somma da pagare relativa al Canone Rai 2016, nei confronti di tutti quegli utenti che non riescono a vedere sulla propria tv le reti nazionali, perchè non sono raggiunti o lo sono solo parzialmente, a causa di di problemi legati ai ripetitori Rai Way, infrastruttura che dovrebbe amplificare il segnale per farlo giungere su tutto il territorio della penisola.

O quanto meno di sapere se sono previsti interventi per far sì che la situazione attuale venga risolta una volta per tutte.

La richiesta è stata avanzata dopo che, svariate migliaia di cittadini, sopratutto tra quelli residenti in aree montane o vallate, hanno sollevato il problema evidenziando di non poter usufruire del servizio pubblico delle reti radiofoniche e televisive di stato.

Per tale motivo hanno dovuto munirsi, spendendo di tasca propria, di ulteriori apparati aggiuntivi che gli consentissero di guardare la tv.

Costi che dunque sono andati a sommarsi a quelli della tassa rai e che ora intendono farsi rimborsare o quanto meno scontare.

Decoder satellitari, parabole, amplificatori di segnale tv, con una spesa media supplementare che in alcuni casi ha superato i 300 euro e più.

La domanda dei parlamentari (Fasiolo, Puppato, Sollo, Pezzopane, Dalla Zuanna, Valdinosi) rivolta al Governo per essere informati sulla vicenda e sui provvedimenti che che si intendono adottare, con atto ispettivo n° 3-02552, pubblicato il 3 febbraio 2016, nella seduta n. 571, cita testualmente:

Premesso che:
Rai Way SpA è la società italiana proprietaria delle infrastrutture e degli impianti per la trasmissione e diffusione televisiva e radiofonica della Rai;
è presente capillarmente su tutto il territorio nazionale disponendo di una sede centrale a Roma, 23 sedi territoriali e oltre 2.300 siti dislocati sul territorio italiano;
l’importo del canone ordinario (uso domestico) è stato ridotto per il 2016 a 100 euro, diviso in rate addebitate nella bolletta elettrica a partire dal mese di luglio, con l’auspicabile risultato di incidere sensibilmente sull’alta percentuale di evasione dell’imposta;
considerato che:
numerosi sindaci e amministratori italiani hanno segnalato, dopo il passaggio al segnale digitale terrestre, le costanti e crescenti difficoltà di accesso al servizio televisivo da parte di singoli e famiglie residenti nelle zone montane, in particolare nei borghi delle aree interne, più difficilmente raggiungibili;
l’Unione nazionale Comuni Comunità enti montani (Uncem) ha svolto negli ultimi anni numerose azioni a difesa degli utenti residenti nelle “terre alte”, al fine di assicurare loro parità di trattamento e di servizio rispetto a chi risiede nelle aree urbane;
numerosi enti territoriali, in primis le Comunità montane e le Unioni montane, in diverse regioni italiane, negli ultimi 10 anni, hanno acquistato e gestiscono direttamente, con notevoli costi, impianti di diverse dimensioni e potenza per assicurare la trasmissione del segnale televisivo anche nelle valli più interne e nelle zone d’ombra non raggiunte dal segnale delle torri gestite da Rai Way;
tenuto conto che:
all’obbligo al pagamento dell’imposta del canore Rai deve corrispondere la reale possibilità di fruizione del servizio radiotelevisivo, garantendo la ricezione di tutti i canali in chiaro, in particolare quelli del servizio pubblico;
nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche, resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale televisivo e radiofonico;
migliaia di cittadini residenti in aree montane o vallate, non raggiunte da un segnale sufficiente per la ricezione in chiaro delle trasmissioni televisive diffuse sulla piattaforma del digitale terreste, hanno dovuto provvedere, a proprie spese, all’acquisto di un decoder satellitare e all’installazione dell’antenna parabolica per un importo complessivo di circa 250 euro,
si chiede di sapere:
quale sia la valutazione in merito alla necessità di attuare interventi di indirizzo nei confronti del concessionario unico del servizio pubblico radiotelevisivo, socio di maggioranza assoluta di Rai Way SpA, al fine di: avviare un completo monitoraggio su tutto il territorio italiano relativo alla ricezione del segnale televisivo, coinvolgendo nel monitoraggio le Regioni, le Unioni di Comuni, le associazioni di enti locali quali Anci e Uncem; impegnare Rai Way nel potenziamento delle infrastrutture per la trasmissione del segnale televisivo in particolare nelle aree montane e più interne del Paese; attivare un tavolo interministeriale relativo alle strategie per la risoluzione del divario digitale, secondo quanto previsto dall’Agenda digitale nazionale; impegnare la Rai nel rafforzamento e nell’ampliamento dell’informazione locale e regionale, riattivando e potenziando trasmissioni quali, a titolo esemplificativo, Tgr Montagne e Ambiente Italia;
se, nelle more dell’attuazione degli interventi richiesti, i Ministri in indirizzo intendano attivarsi, per quanto di competenza, al fine di riconoscere una riduzione del canone di abbonamento al servizio radiotelevisivo per quei cittadini che risiedono in comuni non raggiunti o raggiunti solo parzialmente dal segnale diffuso dagli impianti di proprietà di Rai Way SpA.

Aspettiamo di conoscere la risposta e vedere se ci sarà davvero una riduzione del canone rai per chi ha problemi di ricezione del segnale.

Ricordiamo infine che oltre agli esenti dal pagamento della tassa tv,  sono previste agevolazioni per gli anziani, le persone con disabilità e per gli utenti con esigenze sociali speciali, che hanno diritto a una riduzione del 50% sul canone mensile di abbonamento.

Al beneficio vengono ammessi i nuclei familiari al cui interno vi sia un invalido civile o un percettore di pensione sociale o un anziano sopra i 75 anni o un capofamiglia disoccupato.




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