Il Canone Rai Citato in Giudizio

Titolo divertente a parte è quello che in realtà potrebbe davvero accadere; ovviamente a presentarsi davanti al giudice non sarà il Canone ma qualche responsabile del governo.  L’avvocato Piccarozzi ha infatti depositato un centinaio di fascicoli in tribunale: trattasi di un ricorso collettivo che il togato è convinto di portare a segno, contro l’inserimento del Canone in bolletta.

class-action-canone-raiNella sua intervista realizzata da Antonella Piperno su Panorama esordisce:

Il Governo ha fatto un pastrocchio!…lo statuto delle società elettriche non prevede il ruolo di agenti di riscossione, e il relativo compenso.

Siamo davanti ad un aiuto di Stato e sono convinto che l’Unione europea lo contesterà. Così si sta piegando il diritto alle esigenze di cassa.

Senza dimenticare che i 14 milioni di euro di contributo forfettario che l’Agenzia delle entrate riconosce alle imprese elettriche per le spese dell’inclusione del canone in bolletta rappresentano un aiuto di Stato vietato dalla normativa Ue e dalle norme concorrenziali.

E poi, visto che il termine ultimo per versare allo Stato le somme incassate è il 20 dicembre, ci sono anche gli interessi annuali, stimati in 7 milioni. E non c’è l’obbligo di trasferirli all’Erario.

La stessa intervista era stata poi ripresa anche da “Il Giornale” e da “Libero”.

All’iniziativa dell’avvocato Piccarozzi hanno aderito tutti i contribuenti che hanno ritenuto ingiusto ed illegittimo pagare il Canone Rai sommato alla bolletta elettrica  basato sulla presunzione del possesso della tv, come introdotta dall’art. 1, comma 153, lett. a, della recente legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016).

La partecipazione è stata alquanto calorosa anche grazie all’azione del gruppo Facebook ”
” che ha attirato e convinto ad aderire molti partecipanti, incoraggiati  anche per la quasi gratuità del ricorso (l’avvocato ha preteso solo 10 euro a contribuente per le spese vive del ricorso).

Nell’intervista alla Piperno l’avvocato ha specificato di aver depositato per ora solo un centinaio di fascicoli presso la commissione tributaria di Torino; ma che si tratta appunto solo di una prima tranche in quanto entro fine anno prevede di spedire un altra pila di fascicoli altrettanto abbondante in quanto sono tantissimi i contribuenti che vogliono partecipare perchè hanno ritenuto ingiusto «l’intrufolarsi dello Stato nei contratti tra utente e gestore di energia elettrica. Se passa questa linea, in bolletta potrà finirci perfino il bollo auto o la rata del mutuo».




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