Decreto Attuativo Canone Rai 2016

Il decreto attuativo sul canone rai 2016, secondo quanto disposto dalla norma inserita all’interno della Legge di Stabilità, doveva essere pronto entro 45 giorni dall’entrata in vigore della manovra, ovvero non oltre il 15 febbraio scorso; molto tempo dopo la data prevista, il provvedimento ha preso vita in seguito all’esito favorevole da parte del Consiglio di Stato.

Decreto attuativo Canone Rai 2016

Di seguito sono riportate prima le ipotesi precedenti all’entrata in vigore della versione definitiva e poi la versione finale del decreto attuativo.

La delibera sulla tassa tv, studiata da parte del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, e delle associazioni di rappresentanza delle aziende elettriche, ha cercato di sciogliere i tanti nodi irrisolti.

Si erano sollevate numerose proteste sia da parte delle compagnie elettriche demandate a occuparsi di riscuotere, in nome e per conto dello Stato la tassa tv, che delle associazioni di consumatori le quali evidenziavano numerosi punti contrastanti.

Infatti, a parte il criterio generale indicato al comma 153 della legge 208/2015, secondo il quale la detenzione di un apparecchio televisivo si presumeva nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di corrente nel luogo in cui un soggetto aveva la sua residenza anagrafica, molti altri aspetti restavano poco chiari.

Non era dato di sapere con quali modalità si sarebbe corrisposto il dovuto se il contratto della luce fosse intestato ad un soggetto diverso da quello residente in un determinato immobile;

non si sapeva ancora se chi paga il canone quest’anno per la prima volta avrebbe dovuto anche corrispondere arretrati riguardanti la tassa tv;

non era certo se l’innalzamento della soglia limite di esonero per gli anziani dal pagamento sarebbe valsa già da quest’anno o a partire dal 2017;

dovevano essere definiti, probabilmente a cura dell’Agenzia delle Entrate, i moduli e le regole per chi auto-certifica di non possedere una TV.

Dal punto di vista delle aziende elettriche il caos era ancora più grande visto che, più tardava ad arrivare la versione definitiva dell’atto normativo sul canone rai, maggiori sarebbero state le difficoltà per approntare tutte le modalità tecniche e amministrative che consentissero di effettuare l’adeguamento entro il primo di luglio, data in cui i contribuenti dovranno versare il canone rai in bolletta per la prima volta.

A tal proposito il rischio maggiore era che alcuni soggetti fossero costretti a pagare il canone per ben due volte.

Sopratutto in ragione del fatto che far comunicare le diverse parti in maniera corretta,  sembrava piuttosto complesso.

Ciò nonostante al comma 156 della Legge di Stabilità, era espressamente indicato che per l’attuazione della misura relativa al canone RAI in bolletta:

l’Anagrafe tributaria, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, l’Acquirente Unico Spa, il Ministero dell’interno, i comuni, nonché gli altri soggetti pubblici o privati che ne hanno la disponibilità sono autorizzati allo scambio e all’utilizzo di tutte le informazioni utili, e in particolare dei dati relativi alle famiglie anagrafiche, alle utenze per la fornitura di energia elettrica, ai soggetti tenuti al pagamento del canone di abbonamento alla televisione, ai soggetti beneficiari delle agevolazioni.




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