Canone Rai: Mancherebbero 300 Milioni

I Conti non tornano.  Il premier Renzi  aveva annunciato già nell’estate del 2015 l’idea di far pagare il Canone Rai sommandolo all’utenza elettrica. L’obiettivo era quello di  ridurre  la grande evasione da uno stimato 27% a un più accettabile 4%  passando da i vecchi 15,5 milioni di contribuenti del vecchio canone ai 21,2 milioni intestatari di una utenza elettrica, racimolando così un reddito extra stimato tra i 300 ed i 400 milioni di euro.

buco canone rai

Per indorare un po’ la pillola si è passati dai vecchi € 113,50 ai più accettabili 100 euro l’anno con il proposito di scendere  ulteriormente nel 2017.  La proposta entrò nella Legge di Stabilità nel mese di ottobre diventando operativa nel maggio successivo. Approdò in bolletta con grande ritardo nel luglio scorso costringendo, per recuperare il tempo perduto, ad una rata di 70 euro.  Le prossime rate saranno di 10 euro.

Le previsioni ottimistiche non erano solo del Governo ma anche della stessa Rai la quale annunciava col suo piano industriale 2016-2018 presentato dal’ Ad Antonio Campo dall’Orto (nel mese di aprile) : “Il budget 2016 prospetta maggiori introiti per 174 milioni grazie all’extra-gettito”; prevedendo così di incassare dai 1,716 miliardi dello scorso anno agli attuali 1,941 miliardi.

In molti hanno storto il naso. La Slc Cgil con una dettagliata analisi ha annunciato che i dati erano preoccupanti per il Governo in quanto difficilmente sarebbero arrivati soldi in più, prima di tutto per l’effettivo livello dell’evasione.

Non è infatti molto chiaro chi ha il diritto a non pagare il Canone Rai. Chi non possiede un apparecchio televisivo aveva tempo fino al 31 maggio per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate ma il decreto attuativo è arrivato solo giorno 13  innalzando così  il rischio di contenziosi. Inoltre chi riceve per errore l’addebito in bolletta può stralciarla e pagare in modo disgiunto.

Certo chi non paga (e invece dovrebbe farlo) rischia non solo multe salate ma anche il carcere ma toccherà all’Agenzia delle Entrate fare tutte le dovute verifiche con il rischio di complicare la situazione e di allungare enormemente i tempi. La confusione regna sovrana…

PER IL QUOTIDIANO Italia Oggi , dai dati di molte compagnie nel mese di luglio l’evasione toccherebbe il 50% come media con punte al sud Italia fino al 60% !   Dai dati provvisori dell’Enel che è  la maggiore compagnia elettrica presente sul territorio, il Ministero dell’Economia estrapola invece un più sostenuto 10%  “comprensivo della morosità fisiologica e dell’eventuale non pagamento del canone per errori di fatturazione ”.

Le banche dati, infatti, non comunicano fra loro.  Ma non finisce qui: il Sindacato dei lavoratori della comunicazione della Cgil ha calcolato che con una evasione pari a zero l’extra-gettito  sarebbe di 220 milioni  che scendono però a 100 se si ha un’evasione del 4%.

Con quella provvisoria fornita dall’Enel (cioè 2,1 milioni di evasori) l’importo finale supera di poco gli 1,6 miliardi e non c’è nessun  extra-gettito! Sembrerebbe proprio che con questi numeri in ballo nelle casse dello Stato non entri proprio nessun euro in più…

Dal numero stimato dei contribuenti vanno infatti sottratti gli 820 mila utenti che hanno chiesto l’esenzione all’Agenzia e i 300 mila ultra- settantacinquenni con reddito fino a 6.850 euro annui che  sono esenti  per legge. A questo bisogna poi pensare che i 13,50 euro in meno scontati dal Canone se sommati valgono ben 283 milioni .

Altri 283 milioni in meno!   Inoltre sul gettito la Rai paga l’Iva, la tassa sulla concessione governativa (il 4,10%) e il prelievo del 5% imposto da Renzi stesso  con la manovra del 2014 (82 milioni solo nel 2015) che si applicherà anche all’extra-gettito.

Con questi dati alla mano pare proprio che la Rai abbia una bella gatta da pelare.

Spiega Alessio De Luca della Slc Cgil che:”Se le previsioni del governo non venissero confermate, l’operazione si ridurrebbe a un atto contabile con un danno per lo Stato e per radio e Tv locali, che non avrebbero altra forma di finanziamento pubblico”.

La legge di Stabilità, infatti, ha già impegna una grossa fetta dell’extragettito : il 33% nel 2016 è destinato al nuovo “fondo per il pluralismo dell’informazione” che sovvenziona le emittenti locali; e questa percentuale è destinata ad aumentare fino al 50% nel 2017.  Inoltre sempre dall’extra-gettito si dovrebbe  alimentare il fondo per la riduzione della pressione fiscale. Sarà un po’ difficile; non credete?




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