Canone Rai: Interrogazione Parlamentare Dopo la Bocciatura

Pochi giorni dopo la bocciatura del Canone Rai 2016 in bolletta da parte del Consiglio di Stato, arriva una nuova interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Economia e recante firma del Senatore di Forza Italia Vincenzo Gibiino che ha appunto chiesto chiarimenti sulla tassa che a luglio sarà addebitata a tutti gli italiani possessori di apparecchi televisivi.

Interrogazione parlamentare sul Canone Rai

In una dichiarazione rilasciata dal del parlamentare sull’argomento, si evidenziano le critiche espresse in materia dai magistrati che evidenziano, a suo dire, che sull’imposta tv:

il governo Renzi ha agito in modo approssimativo, senza considerare la complessità della materia, senza offrire una definizione di ‘apparecchio tv’, senza precisare che il canone si debba pagare una sola volta, anche in presenza di più televisori in casa. Un pasticcio bello e buono.

Per tale motivo ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare in commissione Lavori Pubblici del Senato, chiedendo al governo di fornire spiegazioni precise.

Nel frattempo emerge una nuova anomalia sulla gabella della televisione: negli esempi di compilazione del modulo di autocertificazione per non pagare l’imposta, pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono stati rilevati infatti dei casi piuttosto singolari.

Ad esempio, nel caso in cui marito e moglie risiedono nel medesimo immobile, pur risultando ciascuno intestatario di un’utenza elettrica di due diverse case.

Situazione per molti ritenuta abbastanza anomala, visto che, se i due coniugi hanno residenza anagrafica in una stessa abitazione, non possono averla poi diversa per la fornitura elettrica.

A tal proposito viene spiegato che se dovesse configurarsi una ipotesi di tale genere, la disdetta canone rai può essere presentata dal coniuge che ha la fornitura intestata nell’appartamento dove non c’è la residenza con l’altro coniuge.

E che poi resterebbe da valutare la singola situazione di una casa in cui è presente il contatore residenziale, pur non essendo residente alcun membro del nucleo familiare.

La denuncia della suddetta anomalia giunge da Emmanuela Bertucci, avvocato dell’ Aduc, che ipotizza perfino la volontà di “addebitare il canone in bolletta a tutte le utenze domestiche italiane, a meno che non si presenti una autocertificazione”.

Altro scenario che potrebbe configurarsi secondo diverse opinioni presenti online, presagisce che il canone addebitato nella fattura elettrica si trasformi in uno strumento al servizio delle compagnie, per stanare le false utenze residenziali e chiedere ai contribuenti anche il pagamento degli arretrati non pagati.




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