Canone Rai 2016: Aumento Retroattivo

Dopo la nomina dell’ultimo consiglio di amministrazione della radiotelevisione italiana, si torna a parlare di Canone Rai 2016, che quasi certamente subirà un aumento. E se il Tar del Lazio accetterà il ricorso dell’emittente nazionale, potrebbe scattare anche un richiesta di pagamento retroattivo nei confronti dei cittadini, dovuto al mancato incremento nel 2014 della tassa sulla TV.

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E se fino a pochi giorni addietro l’ipotesi più plausibile era quella dell’addebito in bolletta del canone rai 2016, tutto pare essere cambiato alla luce degli ultimi eventi.

Innanzitutto il Senato ha abolito la delega al Governo di poter intervenire sull’imposta televisiva; ovviamente la cosa non è piaciuta a Renzi che certamente la riproporrà alla Camera, magari con la legge di stabilità.

L’articolo del disegno di legge sulla governance che avrebbe delegato l’esecutivo a riformare entro un anno il canone di abbonamento, per ora passa nelle mani del nuovo cda che non ci penserà due volte a rivedere l’importo della tassa annuale.

Sopratutto se si considera il tasso di evasione del canone stimata al 27% (dato in continuo aumento) che crea un mancato introito annuo di circa 500 milioni di euro, e tenendo anche conto del fatto che, oltre al taglio di 150 milioni subìto ad opera del Governo (decurtazione sulle somme da riversare alla Rai da parte del Tesoro relative al canone di abbonamento), nell’ultimo esercizio finanziario l’emittente italiana ha incassato 165 milioni in meno.

A proposito della riduzione governativa dai proventi del canone, già il precedente esecutivo della radiotelevisione italiana aveva fatto un ricorso straordinario al Capo dello Stato, chiedendo l’annullamento dei provvedimento.

Allo stesso tempo è stato impugnato anche il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, con il quale è stato fissato il pagamento del 40% dell’importo sui canoni per l’uso delle frequenze.

Riguardo invece il ricorso al TAR del Lazio per il mancato aumento del Canone nel 2014, deciso dal Ministro Flavio Zanonato che lo lasciò invariato a 113, 50 euro per non appesantire ulteriormente le tasche degli italiani, quelli di via Mazzini sperano ancora in un pronunciamento positivo.

E qualora venissero accolte le richieste della Rai, ogni abbonato dovrà versare 1 euro e 50 centesimi, almenochè tale cifra non sarà addebitato direttamente nel prossimo bollettino, relativo all’importo annuale della gabella sugli apparecchi radio tv per l’anno venturo.

Farà la differenza una somma tanto esigua, tenendo conto che sembrerebbe più una beffa nei confronti di chi il Canone Rai lo versa regolarmente, senza toccare in alcun modo gli evasori che da anni non vogliono saperne di pagare?

Difficile rispondere a tale quesito, così com’è altrettanto difficile ipotizzare i tempi della macchina giudiziaria amministrativa che si dovrà pronunciare in proposito.

Di sicuro c’è solo che per l’esecutivo (vecchio e nuovo) a capo di mamma Rai:

E’ un atto dovuto ricorrere al TAR, il Ministero non ha alcun diritto di bloccare l’aumento secondo le norme contenuti nel Testo Unico sulla RadioTV.

Dunque eccezion fatta per le categorie escluse dal pagamento della tassa televisiva, di certo l’importo del canone rai 2016 aumenterà.

Speriamo almeno che non si debba anche pagare un supplemento per l’anno in corso, qualora il tribunale amministrativo regionale sancisca le ragioni di chi vuole ad ogni costo far sborsare altri soldi ai cittadini anche in maniera retroattiva.

Pochi spiccioli ma per una delle tasse più odiate dagli italiani, che non a caso, sperano sempre più nella chiusura delle reti pubbliche, o quanto meno nell’eliminazione definitiva del canone tv.




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